Il corpo della giornalista ucraina Viktoria Roshchyna, deceduta mentre era in prigionia russa, è stato restituito all'Ucraina portando evidenze di torture severe e della rimozione di diversi organi, tra cui gli occhi e il cervello.
I procuratori ucraini e i giornalisti investigativi riferiscono che Roshchyna era stata tenuta incomunicata per mesi prima della sua morte. Le circostanze del suo arresto e le condizioni del suo corpo hanno sollevato gravi preoccupazioni sul trattamento dei prigionieri e sui potenziali crimini di guerra.
Il caso ha suscitato condanne internazionali e appelli per la responsabilità. Le indagini sono in corso per determinare l'intera portata degli abusi subiti da lei.
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